D e
s i d e r a t a
"Studiate il catechismo con passione e perseveranza! Sacrificate il vostro
tempo per esso! Studiatelo nel silenzio della vostra camera, leggetelo in due,
se siete amici, formate gruppi e reti di studio, scambiatevi idee su Internet.
Rimanete ad ogni modo in dialogo sulla vostra fede! Dovete conoscere quello che
credete; dovete conoscere la vostra fede"
(Benedetto XVI, Prefazione a YouCat, il catechismo dei giovani)
"Se
questo primo annuncio si rivolge specialmente a coloro, che
non hanno mai inteso la Buona Novella di Gesù, oppure ai fanciulli,
esso si dimostra ugualmente sempre più necessario, a causa
delle situazioni di scristianizzazione frequenti ai nostri
giorni, per moltitudini di persone che hanno ricevuto il battesimo
ma vivono completamente al di fuori della vita cristiana,
per gente semplice che ha una certa fede ma ne conosce male
i fondamenti, per intellettuali che sentono il bisogno di
conoscere Gesù Cristo in una luce diversa dall'insegnamento
ricevuto nella loro infanzia, e per molti altri."
(Paolo
VI, Evangelii nuntiandi, 52)
"Solo una nuova evangelizzazione può assicurare la crescita
di una fede limpida e profonda [...]Questa nuova evangelizzazione,
rivolta non solo alle singole persone ma anche ad intere fasce
di popolazioni nelle loro varie situazioni, ambienti e culture,
è destinata alla formazione di comunità ecclesiali mature,
nelle quali cioè la fede sprigioni e realizzi tutto il suo
originario significato di adesione alla persona di Cristo
e al suo Vangelo, di incontro e di comunione sacramentale
con Lui, di esistenza vissuta nella carità e nel servizio.
(Giovanni Paolo II, Christifideles
laici, 34)
"Voglio
un laicato non arrogante, non precipitoso nei discorsi, non
polemico, ma uomini che conoscono la propria religione, che
in essa vi entrino, che sappiano bene dove si ergono, che
sanno cosa credono e cosa non credono, che conoscono il proprio
credo così bene da dare conto di esso, che conoscono così
bene la storia da poterlo difendere"
(Card.
J. H. Newman, The Present Position of Catholics in England,
IX, 390)
"È
necessario educare la coscienza missionaria della comunità
tutta intera, stimolandola a diventare attraente, accogliente
ed educante"
(Annuncio
e Catechesi, n.12)
"Se ci dà fastidio il ripetere continuamente come a dei bambini cose trite e
ritrite, vediamo di adattarle con amore, paterno e materno e fraterno, ai
nostri uditori e in questa unione di cuori finiranno per sembrare nuove anche
a noi. Quando ci si vuol bene, e tra chi parla e ascolta c'è una comunione
profonda, si vive quasi gli uni negli altri, e chi ascolta si identifica in chi
parla e chi parla in chi ascolta. Non è vero che quando mostriamo a qualcuno il
panorama di una città o di un paesaggio, che a noi è abituale e non ci
impressiona più, è come se lo vedessimo per la prima volta anche noi? E ciò
tanto più quanto più siamo amici; perché l'amicizia ci fa sentire dal di dentro
quel che provano i nostri amici" (S. AGOSTINO, De catechizandis rudibus)
Tre
passaggi obbligati:
...da una parrocchia come “cura d'anime”
a una parrocchia “missionaria”
...da una percorso pastorale-catechistico
centrato sui piccoli e finalizzato alla preparazione dei sacramenti
a un processo di iniziazione cristiana che
ha come perno gli adulti e mira ad una esperienza globale
della fede
...da una “catechesi della dottrina cristiana”
a una “catechesi per la vita cristiana” fino ad
una proposta di fede della comunità tutta intera educante,
evangelizzatrice ed intergenerazionale
Il primo punto essenziale in ordine al nostro problema è proprio il lavoro quotidiano di ripresa delle ragioni della fede che è rappresentato dalla catechesi: quale che sia l’ambito o la condizione o l’età di coloro che vi partecipano, è un’educazione a cui nessuno può sottrarsi, ma forse è più giusto dire a cui nessuno rinuncerebbe volentieri, come non si rinuncerebbe a seguire ciò che fa vivere. E più in particolare a me sembra che a livello di metodo la catechesi debba sempre nuovamente aiutare a un giudizio sulla realtà (ciò che accade nella vita personale, nella società, nella Chiesa e nel mondo intero), da non identificare però con una mera analisi della situazione, ma con una disponibilità della ragione e del cuore ad accogliere la sfida degli avvenimenti alla luce della grande ipotesi di lavoro che è certezza della presenza reale di Cristo, nella storia di coloro che lo seguono.La catechesi, d’altronde, va intesa come una vera e propria scuola dell’umano e della comunità, proprio perché non riguarda delle linee teoriche che poi si debbano applicare, né può ricalcare il modello peraltro già in crisi della “formazione” di operatori, di ruoli e di settori: essa stessa chiede di essere vissuta come l’incontro profondamente personale con un avvenimento che continua, e diventa tanto più significativa quanto più fa scoprire la Chiesa come «una compagnia di amici davvero affidabile, vicina in tutti i momenti e le circostanze della vita che non ci abbandonerà mai nemmeno nella morte, perché porta in sé la promessa dell’eternità». Al lavoro della catechesi appartiene anche un’educazione a riconoscere questa presenza attraverso tutti i segni: le forme espressive dell’arte, della musica, della scienza, della letteratura, della creazione di forme nuove di civiltà, della stessa creatività sociale e politica, della testimonianza della carità – in tutto valorizzando l’attesa ultima del cuore dell’uomo, il suo bisogno più radicale di senso e di felicità, e insieme la risposta – incomparabilmente più soddisfacente rispetto a ogni altra – che Cristo costituisce per l’umano. (C. Esposito, in Tradizione, Convegno ecclesiale di Verona, 2006)
L'ortodossia non è soltanto la sola, sicura salvaguardia della moralità, ma anche la sola logica salvaguardia della libertà, del rinnovamento e del progresso. (G. K. CHESTERTON, Ortodossia, 1908)
Questa nostra conversazione [catechesi] è importante per la tua felicità. (J. GUITTON, Il mio piccolo catechismo, 1978)
Nell'apprendere e professare la fede, abbraccia e ritieni soltanto quella che
ora ti viene proposta dalla Chiesa ed è garantita da tutte le Scritture. Ma non
tutti sono in grado di leggere le Scritture. Alcuni ne sono impediti da
incapacità, altri da occupazioni varie. Ecco perché, ad impedire che l'anima
riceva danno da questa ignoranza, tutto il dogma della nostra fede viene
sintetizzato in poche frasi. Cerca di ritenere bene a memoria il simbolo della
fede. Esso non è stato fatto secondo capricci umani, ma è il risultato di una
scelta dei punti più importanti di tutta la Scrittura. Dalle «Catechesi» di san
Cirillo di Gerusalemme
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